Musica che arreda

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“Un quadro arreda l’ambiente per l’occhio così come la musica l’arreda per l’orecchio.” (Erik Satie)

Maggio è il mese della musica in Toscana, numerosi e celebri eventi si dipanano lungo tutta la regione, primo fra tutti il Maggio Musicale Fiorentino, che richiama ogni anno numerosi amanti ed intenditori della musica classica.

Il connubio tra arredo e musica, tra disposizione spaziale e sonora, nasceva proprio da un filone della musica classica, chiamato “musica da camera” per l’appunto, in quanto le composizioni musicali erano scritte per un ristretto numero di musicisti che raramente duettavano con altri strumenti durante l’esecuzione di un brano. Occorreva quindi disporre di un ambiente adatto per la diffusione del suono, nondimeno ben arredato e piacevole, sia per l’udito che per la vista. Numerosi esempi storici di “stanze della musica” sono presenti in molti palazzi antichi, come nella Pollok House in Scozia o il Palazzo Vizcaya a Miami.

Arrivando ai giorni nostri, si è sviluppato un altro genere di musica legata al contesto di uno spazio chiuso: la musica Ambient. Questo genere musicale, che vede in Brian Eno il suo più famoso esponente, funge da sfondo sonoro ad uno spazio chiuso, più un modo di fruizione che un genere, condizione della riproduzione musicale nell’epoca della riproducibilità tecnica. Erik Satie aveva provato a creare una “musica d’arredamento”, ma la musica dal vivo desta sempre troppa attenzione, mentre questo genere dovrebbe essere una sorta di suono che passi inosservato tra la carta da parati di una stanza. Non noioso o fastidioso, ma di basso profilo insomma, una sorta di colonna sonora in lontananza per alcune scene della nostra vita.

Se un tempo erano gli strumenti ad arredare lo spazio, quindi presenze materiali creatrici di suono, oggi la musica è diventata invisibile, perfettamente inserita in un contesto spaziale e non più creata, ma assorbita: dall’architettura in primis, e dalla persona che la abita di conseguenza. L’unica presenza fisica a rimanere è l’impianto di diffusione sonora, che oramai ha raggiunto dimensioni molto ridotte, rispetto agli ingombranti (ma rivalutati da molti come oggetti di design) giradischi di una volta.
L’amplificatore sonoro nella fattispecie, si presenta oggi come un oggetto di design ricercato, da inserire nel contesto d’arredo di una stanza, principalmente il salotto, luogo designato per la fruizione video e sonora. Frutto di innovazione e ricerca tecnologica avanzata, progettisti del suono e designer danno vita a prodotti dalle forme bizzarre e materiali particolari.

Per creare un’ambiente elegante e funzionale per la riproduzione sonora nel proprio salotto, occorre disporre in maniera esatta ogni struttura nello spazio. Questo articolo descrive nel dettaglio come disporre i proprio mobili per godere di una perfetta acustica all’interno della stanza.

Per godere appieno dell’esperienza sonora nella propria abitazione, occorre anche essere comodi, rilassarsi in un divano o una poltrona confortevole ed elegante.
Per gli appassionati di musica classica la giusta scelta potrebbe essere la poltrona Bergere, dove ascoltare in tutto relax la Primavera di Vivaldi , o il divano Chester, per assaporare a Nona Sinfonia di Beethoven in tutta comodità.

Poltrona Bergere

La serie Dolcevita si adatta perfettamente alla voce soul di Joss Stone per far da cornice romantica ad una sensuale serata di coppia.

Poltrona Dolcevita

Un appassionato di Jazz può ascoltare Armostrong tra seduto con eleganza sulla poltrona Cubo, o cogliere ogni singola variazione strumentale sdraiato sul divano Planet.

Poltrona Cubo

Per chi ascolta sonorità più di tendenza, come electro-pop o funky, la poltrona Otellina può far assaporare con stile ogni nota dei N.E.R.D., o sfoggiare il divano Martin per ascoltare in gruppo, il nuovo artista emergente della scena.

Poltrona Otellina